Recensione Rogue Legacy

21 ore e 45 minuti.

Ho approcciato Rogue Legacy praticamente per scherzo, su PS4, per prova, come faccio con tutti i giochi che mi è possibile provare. E l’impatto non è stato straordinario.
Eppure, questo gioco mi ha impegnato per 21 ore e 45 minuti fino al boss finale, e adesso continuo a giocarci sfruttando tutte le abilità che ho sbloccato nel corso dell’avventura. Incredibile.

Ma perché ci ho giocato così tanto? Specie visto che coi “rogue-like” non ho affatto un bel rapporto, e fino ad ora non mi aveva mai convinto nessun gioco appartenente al genere.

La risposta è che in effetti non so cosa esattamente rende Rogue Legacy speciale, ma l’ho trovato praticamente ipnotico.

La progressione all’interno del gioco è inizialmente lenta, lentissima, quasi frustrante da quante volte si muore all’interno del castello. In questo devo ringraziare Copons, che mi ha dato qualche dritta su come approcciare Rogue Legacy, e di tenere duro.
In effetti “la morte” è fondamentale nell’economia di gioco. Ogni volta infatti torneremo nello stesso castello, ma l’interno viene poi creato in maniera random ad ogni partita (a meno di sbloccare l’ingegnere che stazionerà appena fuori il castello insieme al fabbro ed alla maga, che ci darà la possibilità di ritornare all’esatta struttura del castello precedente, pagandogli una buona percentuale sui soldi che riusciremo a raccimolare nel corso della partita. Funzione utilissima nel caso in cui bisogna recuperare qualche scrigno che per essere preso, necessitiamo una particolare abilità del nostro eroe, o per arrivare direttamente alla porta di un boss particolarmente ostico).
La peculiarità di Rogue Legacy è che non torneremo nel castello nei panni dello stesso avventuriero, bensì di un nostro erede, che avremo facoltà di scegliere fra tre differenti pronipoti. Ognuno di essi è dotato di caratteristiche differenti, ma tutto ciò che avremo sbloccato fino a quel momento sarà portato in dote ereditaria pure al nuovo eroe.
Quindi insomma se avete speso molti soldi per aumentare la barra della vita del nostro personaggio, anche il suo erede avrà la medesima quantità di vita. Quindi giocare, fare soldi, spenderli, rigiocare, fare ancora soldi, spenderne quanti più possibile, diventa ben presto il perno attorno al quale impostare la nostra maxi avventura.

Ma gli eredi portano con sé anche dei difetti.
Difetti che variano dall’aerofagia alla miopia, il gigantismo o nanismo, il daltonismo, o ad esempio l’impossibilità di eseguire attacchi critici. E decine di altri ancora.

Oltre ai difetti, naturalmente, possono anche esserci delle potenzialità positive, come la possibilità di spostarsi più velocemente, o una esagerata quantità di vita. Ben presto ci si affezionerà al meccanismo, e sceglieremo di volta in volta l’eroe che più ci sembrerà opportuno, cercando di evitare quanto più possibile dei difetti particolarmente invasivi.

Scopo del gioco è quello di addentrarsi nei meandri del castello (diviso in quattro aree), battere nemici su nemici (ognuno con un proprio specifico pattern d’azione che faremo bene ad imparare il prima possibile), evitare trappole mortali di ogni sorta, e battere ben quattro boss prima di potere accedere allo scontro finale.

Il tutto condito da una veste grafica semplice ma estremamente curata, e da un audio ben caratterizzato e decisamente piacevole.

La somma di tutti questi elementi rende Rogue Legacy una vera perla indie.
Personalmente lo avevo iniziato su PS4 sfruttando il cross-save per qualche partitina veloce su PS Vita, poi il gioco ha mostrato grossi problemi con la condivisione dei save game, ed allora l’ho praticamente giocato per intero sulla console portatile Sony. Ed è così che ho scoperto che Rogue Legacy si lega perfettamente al concetto di gioco portatile, ed inoltre l’abilità di potere freezare la partita in qualunque istante torna utile in più di una occasione (specie con un personaggio abbastanza potente da non morire entro le prime due stanze del dungeon). Si fa i conti però con una grafica meno definita, ed un audio meno incisivo.

Nota a margine: fortunatamente il gioco è disponibile su una ampia quantità di piattaforme di gioco, quindi non c’è scusa che possa impedire di avere a che fare con Rogue Legacy.
Dategli una chance. Vi stupirà.

T@G EVOtion:

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2 pensieri su “Recensione Rogue Legacy

  1. Che ti sia piaciuto parecchio mi pare non vi siano dubbi, la T@G EVOtion parla chiaro. 😀

    A parte il backlog mostruoso però mi frena un po’ l’impegno richiesto: dal video si direbbe un titolo parecchio impegnativo… non che io sia un ggiocatore ggiovane & mmoderno di quelli che vanno dietro ai giochi che si completano da soli, beninteso, ma viceversa neppure le robe troppo frustranti mi esaltano troppo.

    Cosa puoi dirmi a tal riguardo, andando appresso a questo RL rischierei l’esaurimento? XD

  2. Prima cosa: non è frustrante.

    Anche se lì per lì sulle prime lo sembra proprio. Ma di deve capire che la struttura del gioco è proprio fatta a quel modo. Si deve morire spesso e volentieri. Non c’è alternativa.

    Chiaro che poi, assestando un po’ il proprio PG, ci si ritrova tranquillamente a fare sessioni anche lunghette senza incappare in morte prematura. D’altronde dopo un po’ si comincia ad imparare il pattern d’attacco dei nemici, le stesse stanze random del castello dopo 10 ore cominciano a sembrare molto familiari e si prendono le giuste misure.

    Non è frustrante, ed oserei dire neanche “impegnativo” da approcciare, una volta capito il gioco.

    Certo se ti metti in testa di arrivare al boss coi primi 20 eroi, allora è meglio dedicarsi ad altro, perché non si può fare.
    Finire il gioco richiede almeno 15 ore di gioco (per un normale videogiocatore). Io ne ho impiegato quasi 22 perché: 1) mi diverto un mondo a giocarci; 2) così sono arrivato allo scontro finale con un PG più pronto.

    E’ un prodotto molto curato da tutti i punti di vista.

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