Nintendo E3 2014 – la botte è piccola, il vino (molto) buono

Devo essere sincero: questa volta è andata molto meglio di quanto pensassi.

Vero è che – a mente fredda – il materiale mostrato lo scorso anno non è stato poi così malvagio, ma va riconosciuto che le premesse per l’edizione 2014 della fiera losangelina non erano delle migliori: niente conferenza in diretta pure stavolta, terze parti che fanno quasi a gara per chi supporta meno Wii U (ma anche 3DS da questo punto di vista non attraversa un buon momento), vendite decisamente critiche… e mettiamoci pure pettegolezzi dell’ultima ora tra cui la famigerata esclusione del Gamepad dalla dotazione di serie o addirittura la presentazione di una nuova console.

Pettegolezzi ai quali evidentemente hanno abboccato in parecchi, quantomeno a giudicare dalle reazioni di una moltitudine di utenti di NeoGAF che, nelle ore che precedevano la fiera, dichiaravano di voler temporeggiare per l’acquisto di un Wii U, non si sa mai… salvo poi provvedere dopo che l’evento ha rimesso in moto la macchina dell’hype (e ridato fiducia, che torna sempre utile).

Per chi, come me, segue da vicino l’azienda di Kyoto tutto ciò appariva insensato: fuori discussione il tirar fuori dal cilindro una console nuova di zecca, giacchè anche immaginando un minimo sindacale di 24 mesi di R&D questo avrebbe significato che Nintendo ancor prima di commercializzare Wii U intendeva sbarazzarsene nel più breve tempo possibile; ma anche l’ipotesi di separare la console dal Gamepad lasciava perplessi: per quanto utile nell’ottica di rendere la console più economica da produrre, si rischiava il boomerang confondendo un’utenza che già faceva abbastanza fatica a distinguere il Wii U dal suo predecessore.

Eppure – per tornare all’incipit – nonostante bastasse usare un po’ la testa per bollare senza appello le voci catastrofiste come emerite cavolate, non mi sentivo pienamente tranquillo.

Invece Iwata e soci hanno messo in piedi questo Nintendo Digital Event, senza dubbio stringato rispetto alle megaconferenze dei rivali per quantità e durata, ma comunque solido e soprattutto convincente nei contenuti. Promesse mantenute, sorprese più o meno grandi, svariate conferme: non è mancato (quasi) nulla, laddove il quasi è obbligatorio in quanto le terze parti “grosse” sono, come detto, latitanti. L’offerta è in massima parte sostenuta dagli investimenti della casa madre e da svariati prodotti indie che con le loro proposte spesso fuori dagli schemi non dispiacciono di certo, ma per ovvii motivi non possono competere con budget ben differenti – fatti salvi i Minecraft di turno.

La promessa mantenuta è chiaramente l’anteprima del nuovo Zelda per Wii U, che pur mostrandosi soltanto per una manciata di secondi ha già scatenato l’entusiasmo dei fan di mezzo mondo; le sorprese sono più d’una: il redivivo (ma per adesso alquanto bruttino a vedersi – si spera lo rifiniscano a dovere) Devil’s Third di Itagaki in esclusiva, il porting del primo Bayonetta, Captain Toad “promosso” a titolo con tutti i crismi dopo l’esordio come minigioco in Super Mario 3D World, il kit per aspiranti leveldesigner Mario Maker e dulcis in fundo Splatoon, che non si limita ad essere una IP nuova di zecca ma perdipiù appartiene ad un genere, TPS online a squadre, che non ti aspetteresti da Nintendo. Per tacere di quello Starfox spuntato letteralmente dal nulla a fine streaming. E poi le conferme: Smash Bros attesissimo e fresco di supporto del pad GameCube, Xenoblade Chronicles X forse lievemente ridimensionato come impatto grafico ma sempre emozionante e di ampio respiro, Bayonetta 2 ancora una volta fuori di testa (in senso buono!), Yoshi’s Woolly World che sprizza carineria da ogni dove, lo spinoff Hyrule Warriors più sensato del previsto.

Al di là dei dettagli su questo o quel gioco, personalmente ho apprezzato molto lo streaming principale: del tutto privo di fronzoli, ironico ma anche autoironico, completamente incentrato su titoli in arrivo nel breve e nel lungo termine. Ma sarei tentato di dire che Nintendo ha dato il meglio di sè nel post-Direct, con ore ed ore di trasmissione in diretta dalla Treehouse che hanno di fatto portato gli utenti “dentro” l’E3 come forse non era mai accaduto in precedenza. Leggo in giro di un buon riscontro anche per l’evento dedicato a Smash Bros ma avendolo saltato a piè pari e non essendo un patito del franchise sarebbe difficile per me giudicarlo.

Intendiamoci: nessuno sano di mente può anche solo sognare di dipingere come rosea la situazione di Wii U; tuttavia la console ha già accumulato un buon numero di titoli interessanti, in un modo o nell’altro quasi tutti in esclusiva assoluta, ed altri ancora se ne aggiungeranno nei mesi a venire. Per chi va in cerca di un determinato tipo di esperienze, che potremmo definire alternative rispetto agli attuali trend di mercato, è una piattaforma da acquistare senza indugio e in ogni caso proprio le peculiarità dell’offerta rappresentano un ottimo incentivo anche per chi di norma è più sensibile alle proposte-tipo di MS o Sony.

Credo che questa macchinetta, dopo una partenza in salita, possa essere un caso da manuale di applicazione del detto “sempre bene non può andare, sempre mal non può durare”: l’auspicio è che in qualche modo l’esordio incoraggiante, critico/commerciale ma soprattutto ludico di Mario Kart 8 possa rappresentare un punto di svolta.

Shigeru Miyamoto con due ragazzini in fiera - E3 2014

Concludo con questa foto che a parer mio racchiude quella che è un po’ l’essenza di questa azienda: Miyamoto, pad alla mano, con due ragazzini in fiera. Tutti sorridenti.

Questo E3 lo conferma ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno: con buona pace dei numerosi detrattori in giro per la Rete, Nintendo ha sempre fatto, e continua a far bene videoGIOCHI.

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