Sony presenta Project Morpheus, il casco per la realtà virtuale

Rumoreggiato da mesi, è finalmente giunto il momento per Sony di svelare il proprio prodotto per la realtà virtuale. L’occasione è quella della Game Developer Conference 2014, ma ciò che viene mostrato (sebbene molto curato nei particolari), va detto che è ancora a livello di prototipo. Un prototipo in sviluppo da tre anni.

Le specifiche parlano di un prodotto con schermi 1080p (probabilmente 960×1080 per singolo occhio) con un angolo di visione superiore ai 90 gradi. Verrà supportato il tracking attraverso PS Move ed il DualShock 4. Attualmente il prototipo è dotato di cavo di collegamento di 5 metri, ma verranno fatte ricerche per renderlo wireless. La compatibilità con altri prodotti simili (e viene in mente subito Oculus Rift non è prevista, visto che non ci saranno API standard per lo sviluppo.

L’uscita del Project Morpheus non dovrebbe poi essere così lontana, precisamente “vogliamo farlo uscire il più presto possibile”.

ps4vr

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3 pensieri su “Sony presenta Project Morpheus, il casco per la realtà virtuale

  1. Affascinante a dir poco, un sogno bagnato di tanti appassionati del genere da non so quanti lustri.

    A livello puramente personale, come scrivevo ieri, c’è l’enorme interrogativo-salute: “spararsi” quegli schermi a così piccola distanza dagli occhi sarà privo di qualsivoglia controindicazione?

  2. Yoshida, ieri, ha detto (riferendosi a DRIVECLUB, che conferma non avrà il VR) che la demo Evolution che ha provato gli è andata bene finché l’auto era ferma, ma poi correndo è stato colto da motion sickness. Che è la mia primaria più grande preoccupazione, giacché ti estranei completamente da tutto ciò che ti sta intorno, e già io non sono un fan del 3D “odierno” con gli occhialini.

    La seconda preoccupazione è quella che dici tu. Nel senso che va beh, la curiosità è fortissima, ma una cosa è provare la VR per pochi minuti e venire sorpresi da ciò che si vede, tutt’altra cosa è sostituire la TV con questi prodotti anche per sessioni di gioco prolungate. L’affaticamento degli occhi può essere notevole, perché sono di fatto dentro il gioco, e vedono solo quello.

    Chissà anche che effetto fa tornare alla realtà dopo essere stati in una sperduta regione boschiva di un The Elder Scrolls, per dire.
    E chissà che scherzi ti possono fare chi ti sta accanto mentre tu stai da tutt’altra parte con la mente.

    paura.

  3. Da giocarci rigorosamente da soli, e OBBLIGANDO comunque parenti/conviventi/amici e quant’altro ad avvisare in maniera degna (sì ma come?! XD) prima di avvicinarsi.

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