La crisi Nintendo, e le mosse per affrontarla

Le vendite al di sotto delle attese per Wii U sono al centro delle attenzioni di Nintendo già da qualche tempo. Adesso, con la presentazione dei risultati finanziari, Nintendo è costretta a presentare delle contromisure per cercare di fare in modo che Wii U possa diventare una console di successo, un po’ come accaduto al 3DS, con un inizio piuttosto stentato, e poi il boom. Anche se la sensazione è che per la home console sarà tutto più complicato.

Innanzitutto l’intero consiglio di amministrazione Nintendo si è decurtata lo stipendio del 20-30% fino a giugno (Iwata addirittura del 50%), in modo da non licenziare nessuno dei lavoratori dell’azienda.
Sono seguite pubbliche ammende da parte di Iwata riguardo al non avere ben letto il mercato attuale.

Moltissimi, in questi giorni, hanno dato Nintendo per spacciata nel settore hardware, con apertura al software per dispositivi mobile, ma non è così.
Fra le mosse per tentare di risollevare la situazione non è prevista la fine della produzione di hardware dedicato, né tanto meno l’inizio dello sviluppo su smartphone e tablet.
Avremo invece modo di vedere l’arrivo della virtual console Nintendo DS su GamePad Wii U, un servizio di gaming on-demand legato all’ID Nintendo e non alla console, il concentrarsi sui videogiochi in grado di sfruttare per bene le peculiarità del GamePad, la possibilità di vedere personaggi storici dati in licenza ad altre società.
Nintendo è anche occupata a rendere l’avvio di Wii U più veloce di quanto non sia adesso, specie utilizzando soltanto il GamePad e non anche la TV.

Vedremo se nelle prossime ore ci saranno aggiornamenti in merito!

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3 pensieri su “La crisi Nintendo, e le mosse per affrontarla

  1. La notizia principale è certamente l’annuncio di questa fantomatica espansione verso l’intrattenimento “a tutto tondo”, con il non meglio precisato utilizzo di tecnologie non-wearable in una serie di ambiti, il primo dei quali sarà la salute. Curioso di vedere cosa stanno progettando (anche se ci vorrà ancora un po’ per vederlo nei negozi: non prima di aprile 2015)

  2. Beh, per quanto limitato ad un dito (!!!) credo che il Vitality Sensor rientri/rientrasse tra i “wearable”, come dispositivo. Dovrebbe essere quindi qualcosa di diverso… anche se non saprei dire assolutamente (in che) COSA.

    Vedremo™. 🙂

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