Sony annuncia PlayStation Now

Sin dal primo annuncio di PS4 (circa un anno fa!) Sony ha posto l’attenzione su Gaikai, ossia una piattaforma “cloud” che permette lo streaming di contenuti videoludici su svariati dispositivi. Oggi l’acquisizione di Gaikai da parte di Sony diviene finalmente tangibile anche per noi, e prende il nome di PlayStation Now.

PlayStation Now è dunque un servizio di streaming di videogiochi PS1, PS2 e PS3 su PlayStation Vita, PlayStation 4, smartphone, tablet e Smart TV. Attraverso l’acquisto di un singolo videogioco, o abbonandosi per avere accesso a più videogiochi, accederemo direttamente al contenuto prescelto presente sui server, che verrà quindi streammato in tempo reale sul nostro dispositivo.

Questo modo di videogiocare ha naturalmente dei pro e dei contro. Fra i pro si riscontra: la velocità d’accesso al videogioco (no download preparatori); il disporre sempre del gioco all’ultima versione disponibile (no patch); salvataggi sincronizzati coi server.
I contro sono, però, ad oggi senz’altro più consistenti. Fra essi: obbligatorietà di una connessione ad internet più che buona; l’immancabile lag; viene totalmente a mancare il possesso fisico del videogioco.

La connessione richiesta per una sessione di gioco “ottimale” è una 5Mbps. Connessioni più lente saranno supportate, ma è bene non scendere molto in velocità. Lo stream avverrà su Smart TV e PS4 ad una risoluzione massima di 720p. Scende nel caso di display piccoli o poco risoluti.

L’arrivo è previsto in beta negli USA a breve, per poi essere messo a disposizione di tutti (sempre negli USA) nel corso dell’estate 2014. Qui in Europa la situazione è più complicata, considerate le differenze fra le connessioni presenti nelle varie nazioni europee.

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6 pensieri su “Sony annuncia PlayStation Now

  1. Rimango ahimè sullo scettico andante (fino a prova contraria perlomeno) su questi servizi in streaming.

    Per dirla tutta ero scettico anche sullo streaming del WiiU console-padellone, ma chiaramente con lo streaming via Internet stiamo parlando di un qualcosa che deve scontrarsi con problematiche di scala enormemente più vasta quindi il parallelo regge fino a un certo punto.

    Staremo a vedere.

  2. Anche io sono scettico. Sia per motivi pratici che per motivi emozionali.

    Però non ci si può nascondere dietro un dito, il futuro è (anche) questo. Niente più e niente meno che “Netflix”. Certo, i VG rispetto ai film hanno la componente giocosa che rende tutto più difficile. Però guardando al futuro, non c’è nulla che non possa essere risolto.

    Naturalmente parlo di paesi civili, e non dell’Italia e delle sue infrastrutture secolari.

  3. Per me rimane molto molto complicato anche sul medio lungo termine… a meno che non salti fuori una qualche mezza rivoluzione che permetta di avere latenze a cifra singola ritengo che il lag rimanga il primo ostacolo al gaming se così si può dire “virtualizzato”.

    Non che il secondo ostacolo, quello logistico (gestire una biblioteca titoli degna di questo nome mi sa di impresa di proporzioni bibliche) sia da meno. 🙂

    Ma in ultima analisi IL problema è che ‘na roba del genere proprio non la voglio. A stento digerisco la dematerializzazione portata dal digital delivery, figuriamoci ‘na roba del genere. Sono troppo all’antica. XD

  4. Per noi sarà una cosa complicata da digerire sia oggi che fra 10 anni, al netto dei problemi tecnici.

    Ok. Concordo.

    Il problema è che per la “generazione touch”, una transizione di questo tipo sarà MOLTO più semplice di quel che si può pensare.

  5. Secondo me su quel tipo di utenza dipenderà molto… dal tipo di gioco.

    Voglio dire, la roba più sempliciotta non fatico a credere che possano “spostarla” alla distribuzione in streaming. Ma coi titoli più complessi credi che l’utente più scafato non si accorgerà delle problematiche (per ora) intrinseche del giocare virtuale?

    Tra l’altro a guardare i trend mobile c’è il rischio che arriviamo in tempi relativamente brevi a risoluzioni fuori dal mondo, e anche questo creerebbe a mio parere ulteriori problemi al gioco in streaming, se non altro sul versante della qualità dell’immagine.

  6. Sì, certo che le problematiche sono tante, ma il solo fatto che Sony ci sia dentro, non può che essere un segnale per “il futuro”.

    Ed anche se le risoluzioni salgono, parliamo sempre comunque di diagonali piccine (sui tablet). C’è gente (e io ne conosco ALMENO UNO molto bene XD) che s’è rigiocato qualche gioco PS1 su un pannello 1080p 32 pollici XD

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