Una settimana insieme a PlayStation 4

La quarta generazione di console PlayStation è finalmente arrivata ed è pronta per traghettarci nella nuova generazione di videogiochi.

Aprire una nuova console è un qualcosa di speciale, che riporta alla mente ricordi ed emozioni di decenni addietro (ancora meglio se non bastano le dita mani e piedi per indicare la propria età). Il package di PS4 comunque ha poco effetto “wow” vista la sua essenzialità, anche se è certamente accurato.

Insieme a PS4 troveremo una serie di manuali multilingua che probabilmente non verranno mai sfogliati, un DualShock 4, un auricolare discretamente scarso, un cavo HDMI, un cortissimo cavo per l’alimentazione ed un cavo USB.

Se non si è mai visto PS4 fisicamente, il primo impatto con la console è piuttosto particolare. Le dimensioni sono estremamente contenute, e lo stile “tagliato” ed intervallato da varchi e led le conferisce un aspetto tanto elegante, quanto sorprendentemente convincente. Stupisce la presenza dell’alimentatore interno. Una chicca di ingegneria. Nera opaca con una fascia nera lucida, appena appoggiata sul tavolino si adagia in modo radente (e sta ferma per miracolo visto che c’hanno messo solo tre piedini, e non se ne capisce il motivo 😀 ).

Anche il pad trasmette buone sensazioni visive. Si riconosce lo stile storico del DualShock, ma finalmente reinterpretato in chiave moderna. E’ però alla prova comodità che si percepisce pienamente l’ottimo lavoro svolto da Sony per darci un controller comodo da impugnare. Fortunatamente (per quanto mi riguarda, ognuno è naturalmente libero di pensarla come crede), è stato mantenuto il layout con gli stick analogici simmetrici, e fatta salva la quasi totalità dei tasti azione, le novità risiedono nel led posteriore, nel touchpad anteriore, e nei tasti Share ed Option che vanno a sostituire (con funzioni diverse) i tradizionali Select e Start. Inoltre è presente una cassa direttamente sul pad a mo’ d Wiimote che funziona meglio di quanto si possa immaginare. Concludendo, è presente la presa per le cuffie (jack da 3,5), e bisogna dire che i due analogici sono stati migliorati enormemente rispetto al passato (consistenza nel movimento, zone morte), ed i due trigger L2 ed R2 hanno una forma finalmente consona all’anatomia umana.

La prima accensione di PS4 è accompagnata dal led blu pulsante che dà vita alla scura staticità della console. Il sistema operativo installato nelle PS4 “day one” permette ben poche cose, ma potremo tranquillamente giocare sin da subito, e comunque il firmware 1.51 viene scaricato in background sin dal primo accesso (sempre che PS4 sia raggiunta dalla rete internet). Inutile cercare di prendere confidenza con la interfaccia utente, perché una volta installato l’aggiornamento firmware avremo di fronte a noi un ambiente software estremamente più completo di quello che ci ritroviamo nei primi istanti di utilizzo.

La componente “social” di PS4, oltre che percepirsi immediatamente grazie al tasto “Share” del DS4, viene anche sottolineata nelle impostazioni iniziali che dovremo selezionare una volta installato il firmware 1.51.
Dovremo decidere se entrare con il nostro account PSN o crearne uno nuovo, mostrare agli amici il nostro nome reale o soltanto il nickname (noi vedremo sempre e comunque il nostro nome in tutte le notifiche che la console ci invierà), scegliere quali informazioni condividere, il tutto con un sistema molto simile a quello usato dai social network più famosi (amici, amici di amici, chiunque).
Le impostazioni audio/video vengono selezionate automaticamente, ma è bene dargli una occhiata ed aggiustare il tutto secondo le proprie esigenze. Anche la rete dati viene individuata immediatamente (qualora disponibile, s’intende).

A questo punto siamo pronti per una immersione più profonda nella interfaccia utente definitiva. Sebbene ad una prima occhiata sembra di avere a che fare con una nuova XMB (PS3), in realtà le differenze sono sostanziali, ed il funzionamento è del tutto differente. Devo però dire che, anche a conoscenza zero, navigare fra le varie opzioni della PDM (PlayStation Dynamic Menù) risulta comodo ed intuitivo sin da subito. Certo, poi serve un attimino di attenzione per addentrarci nelle opzioni più complesse di PS4.

In primo piano abbiamo una selezione di giochi più giocati, il browser, la nostra intera libreria di videogiochi, la possibilità di guardare streaming video, vedere il feed di attività nostra e dei nostri amici con la loro console, eccetera.

Andando invece “al piano di sopra”, ci sono tutte le altre opzioni. La lista amici, i trofei, le impostazioni, le notifiche. Notifiche che, stavolta, potremo decidere una ad una se ricevere o meno.

La prima sorpresa ludica è stata quella di trovare nella libreria sia Resogun che Contrast, i primi due videogiochi Plus che avevo provveduto ad “acquistare” ben prima di scartare PS4 direttamente dallo Store PSN web, facendo partire così con un paio di click il download.

Ma il primo videogioco a girare sulla mia PS4 è stato Killzone: Shadow Fall. L’installazione iniziale dura pochi secondi, e poi si è già pronti ad entrare in azione nel nuovo sparatutto Guerrilla. Ma di Killzone parleremo in un’altra occasione.

Insomma, cosa mi ha sorpreso di questa console?
Innanzitutto la cura per i particolari e la fluidità dei menù.
Cura per i particolari perché finalmente PS4 arriva con tutta quella serie di funzionalità che PS3 ha rincorso per una generazione intera (prima fra tutte la possibilità di parlare con gli amici a prescindere da ciò che si sta facendo con la console).
E poi entrare ed uscire dai videogiochi è un attimo. Mettere Killzone in secondo piano per aprire il browser è una operazione semplicissima. Tutto funziona come ci si aspetta, ed i tempi morti sono rarissimi. Da questo punto di vista è una esperienza molto “next-gen”.

Lo spegnimento della console può avvenire in due modalità distinte. Una è quella classica, ossia lo spegnimento completo, e la seconda è lo stand by. Durante lo stand by possiamo scegliere se abilitare la nostra PS4 per ricaricare i pad via USB, scaricare ed installare giochi ed aggiornamenti, ed anche abilitare l’accensione da remoto. Nello spegnimento in stand by il led della console rimane acceso di un arancione tenue.

Il collegamento con PS Vita e smartphone o tablet (questi ultimi attraverso l’applicazione ufficiale PlayStation al momento disponibile su Android ed iOS) è anch’esso immediato e funzionale.
Con PS Vita possiamo attivare sia la funzione secondo schermo che il remote play. Grazie a quest’ultima funzionalità possiamo giocare su PS Vita a tutti i giochi PS4 che non richiedono obbligatoriamente la PlayStation Camera (che peraltro non possiedo). Il risultato è più che buono, ed il collegamento diretto funziona fino ad una decina di metri di distanza, con un muro in mezzo. Oltre quella soglia il segnale si perde. Stare vicino alla console è comunque una buona scelta per minimizzare il lag e giocare tranquillamente su PS Vita mentre la TV è spenta o sintonizzata su altre situazioni.
Da smartphone e tablet potremo attivare la modalità secondo schermo (per le applicazioni ed i giochi che la prevedono), ma anche attivare un pannello touch con il quale potremo navigare fra i menù di PS4, ed all’occorrenza, inserire del testo su PS4 sfruttando la tastiera touch del dispositivo mobile.

A proposito di tastiera, questa che sto per dire è probabilmente la “chicca” che più mi ha conquistato di PlayStation 4. Al momento di inserire testo con il DualShock 4, premendo R3 attiveremo una modalità di selezione delle lettere piuttosto particolare, che lì per lì pare non funzionare, ma che presto diventa un’estensione del proprio corpo. Muovendo leggermente il pad in aria andremo a selezionare le varie lettere, che poi inseriremo nella digitazione premendo semplicemente la X.

Il tasto Share. Grazie ad esso potremo catturare filmati o screenshot dei videogiochi per condividerli con i nostri amici. Purtroppo però al momento le opzioni di condivisione sembrano essere fin troppo limitate. Gli screenshot vengono catturati con una qualità discreta, ma quando poi li inviamo ad esempio su Twitter per condividerli ecco che viene magicamente aggiunta una compressione devastante che rovina del tutto lo screenshot originale (oltre a venire più che dimezzata la risoluzione). I video invece, oltre che la pessima compressione (anche se parzialmente scusabile rispetto agli screenshot visto che avremo a che fare con file dalle dimensioni considerevoli), al momento possono essere pubblicati soltanto su Facebook. Una limitazione non da poco per chi non usa o non vuole utilizzare quel social network. E comunque almeno l’opzione YouTube dovrebbe essere standard oggigiorno.
Manca dunque totalmente la possibilità di farne ciò che vogliamo di foto e video ottenuti grazie al tasto Share (per esempio non possiamo manco copiarli su di una chiavetta USB), e c’è da sperare che in futuro tali opzioni di condivisione possano essere ampliate a dismisura.

Se c’è una cosa che mi ha stupito, finalmente, di PS4, è che per la prima volta in una console si ha a che fare con una immagine video estremamente pulita, sia che si stia giocando un titolo AAA come Killzone, sia che ci si ritrovi di fronte ad un indie, o ancora ad un free2play. Era ora anche per noi consolari! 😀

Twitch è integrato su PS4 in maniera straordinaria. Potremo “streammare” le nostre sessioni di gioco così da essere guardati da chiunque su PC, dispositivi mobile ed anche PS4. Infatti tramite la feature “Live da PlayStation” accederemo velocemente ad una lista di canali online suddivisi per videogioco streammato e potremo iniziare a guardare gli streaming in pochissimi istanti, interagendo anche con messaggi di testo qualora volessimo.

L’unica nota negativa della mia prima settimana insieme a PlayStation 4 è il led del DualShock 4. Era palese che i possessori di TV a schermo lucido avrebbero sofferto il riflesso di quel “faretto” che Sony ha pensato bene di inserire sul retro proprio pad, ma alla prova dei fatti è questo problema è anche peggiore di quanto io avessi immaginato. Personalmente spero che con uno dei prossimi update del firmware PS4 verrà data la possibilità all’utente di spegnere il led qualora non serva.

Quindi, riassumendo, dopo questo fiume di parole, la mia sensazione è quella che PS4 ha fatto il primo passo col piede giusto. Le potenzialità sembrano esserci tutte e stavolta fin da subito.
Sony ha dichiarato di avere venduto complessivamente 2,1 milioni di PlayStation 4 dal giorno di lancio USA, aspettandosi 5 milioni di console per marzo 2014.
Segno evidente che la “fame” di nextgen era fin troppa, anche considerato quanto lunga è stata la generazione “PS3-360”.

E come primo articolo generale è tutto.
Adesso non mi resta che augurarvi buon divertimento!

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