Recensione Assassin’s Creed III

Produttore: Ubisoft
Sviluppatore: Ubisoft Montreal
Genere: Azione/Avventura
Piattaforma: PlayStation 3
Altre Piattaforme: Xbox 360 – Wii U – PC
PEGI: PEGI PEGI PEGI PEGI

Lo compro perché:
– Voglio vedere come continua la storia di Desmond
– Spostarsi in America è un bel cambiamento
– Le battaglie navali sono ben fatte
– Alcuni scorci di frontiera sono molto belli
– Lo si deve dire, il vestito bianco da Assassino è bello

Non lo compro perché:
– Le tre ore iniziali di avventura sono decisamente pessime
– Problemi grafici diffusissimi
– Assassin’s Creed necessita un ripensamento globale
– Il sistema di combattimento ha troppa coreografia e poca sostanza
– Le schermate bianche che appaiono fra una scena e l’altra sono sconvolgenti per gli occhi

Storia, caratteristiche, aspettative
Credo che Assassin’s Creed non abbia bisogno di presentazioni. Sin dal primo filmato mostratoci ad inizio generazione PlayStation 3 ed Xbox 360, si è subito distinto come uno dei prodotti più interessanti.
In realtà poi il gioco in sé aveva molti difetti strutturali, limati in parte soltanto con i capitoli successivi.
Assassin’s Creed III, a dispetto del numerello che porta, è il quinto videogioco “principale” della serie, con Desmond Miles al centro degli eventi che lo vedono utilizzare l’Animus per rivivere le gesta dei sui avi nella lotta fra Assassini e Templari per il bene dell’umanità.
Da un primo gioco dove tutto era incentrato sull’assassinio di vari nemici, via via il gioco è cresciuto fino a proporre anche qualcosa di molto simile vicino ai gestionali. Fra alti e bassi, il trittico di personaggi Desmond, Altair e soprattutto Ezio Auditore, hanno rappresentato una buona avventura per chi si è immerso nelle produzioni Ubisoft, pur rimanendo sempre bene al di sotto delle attese.
Spostarsi in America e vestire i panni di Connor rappresenta una sorta di nuovo inizio per la saga, con molte modifiche apportate alla formula di gioco e persino un nuovo motore grafico che promette meraviglie. Certo, il massimo sarebbe stato potere fare questo salto su console di nuova generazione, invece siamo ancora qui con le nostre fide PlayStation 3, Xbox 360 (nonché PC e Wii U), per vedere dove va a parare la storia di Desmond Miles.

Gameplay
Come ho scritto fra i “lo compro e non lo compro” di inizio recensione, ritengo che le prime tre ore di gioco di ACIII siano le peggiori che mi sia capitato di giocare da moltissimo tempo a questa parte. Si salvano a stento i primi 10 minuti. Da quel momento la noia prenderà il sopravvento e ci si chiederà quand’è che le cose iniziano a farsi interessanti.
Effettivamente quelle tre ore servono come prologo, dopodiché si entra nel vivo dell’avventura. Ma non è detto che le sensazioni di gioco siano destinate a migliorare.

Innanzitutto colpisce negativamente il nuovo sistema di controllo. Armi ed arco si posizionano sui tasti frontali, con R2 si richiama l’elenco armi da equipaggiare. Il tutto risulta macchinoso ed inutilmente complicato. Un esempio. Se vogliamo chiamare un cavallo per rendere più veloci i nostri spostamenti, dovremo prima equipaggiare il fischietto al posto di un’arma (con gioco freezato e su schermo l’apposita schermata di selezione armi), per poi fare l’azione contraria onde evitare di rimanere in balia di eventuali attacchi inaspettati.

La giocabilità “automatica” già vista ed apprezzata (e odiata), nei capitoli precedenti torna qui leggermente modificata per adattarsi alle capacità di Connor (nativo americano) di destreggiarsi sugli alberi della foresta della Frontiera, e non solo.
Se la corsa automatica comunque ha il feeling che ha sempre avuto, il problema vero giunge all’atto del combattimento. Torna tutta la serie di mosse e contromosse, ma stavolta si ha la sensazione che il tutto sia più un tragico balletto di morte violenta piuttosto che un combattimento in grado di dare la benché minima soddisfazione a chi preme i bottoni. Molto fumo, ben poco arrosto. L’IA dei nemici, poi, non è mai all’altezza, ed è piuttosto semplice far perdere le tracce di sé.

Anche le nuove città inserite, Boston e New York, non reggono il passo di quelle che abbiamo esplorato negli Assassin’s Creed precedenti. Venezia, Roma, le vecchie città mediorientali, erano infinitamente più belle e meglio inserite nel contesto di design del videogioco. Boston e NY invece sono povere sia sotto l’aspetto visivo, che decisamente mal messe in quanto a design.

Dei problemi tecnici parlerò nel paragrafo apposito, ma purtroppo ACIII rappresenta forse una produzione fin troppo grande per essere ripulita a dovere su queste attuali console. I bug sono sempre stati all’ordine del giorno in tutti gli AC, ma qui adesso si rischia sul serio di passare dal classico bug perdonabile al ridicolo più assoluto. Ed il più delle volte essi inficiano direttamente la giocabilità. Come i cavalli che si incastrano in passaggi teoricamente liberi.

Uno dei problemi principali di ACIII è la noia generale. Ancor più quella degli spostamenti. E mi chiedo, a che serve creare mondi immensi quando non si vede l’ora di aprire la mappa per attivare i viaggi rapidi? La Frontiera è una idea sulla carta fenomenale, ma dato che non siamo in presenza di una giocabilità appagante, non saremo portati ad esplorare il mondo di gioco. Anche la caccia degli animali, sempre ottima sulla carta, si rivela praticamente ben poco divertente.
Probabilmente una migliore distribuzione dei tasti azione avrebbe reso il tutto più dinamico e godibile.

Insomma, la delusione è tanta. Ma è ancora di più se si tiene conto che dell’aspetto principale di Assassin’s Creed, ovvero le uccisioni di determinati bersagli, sono praticamente assenti dall’intero gioco. Non c’è “caccia”, non c’è la voglia di esplorare nulla tanto non ci servirà a niente.
Si va di cutscene in cutscene, spostandosi a piedi o a cavallo, assistendo ad una trama tanto male raccontata, quanto peggio recitata (Connor è meno espressivo di una pietra lavica appena sputata dal cratere di un vulcano). A livello di trama e di eventi, poi, si danno per scontate un sacco di cose, tante che il filo logico degli avvenimenti può fuggire via in un lampo, e non c’è tensione, o pathos. Nulla. Neanche in situazioni che dovrebbero quantomeno proporre un minimo di vicinanza emotiva.

Recentemente nella recensione di Sleeping Dogs ho lodato la coerenza degli script dell’intelligenza artificiale applicata ai personaggi che popolano la città di Hong Kong. Bene, lo stesso non posso dire dei cittadini di Boston e delle altre località di AC3. Ma la situazione è ancor più tragica del previsto. Un esempio su tutti. Girovagando per le città beccate un tipo intento a pulire sempre la solita “mattonella” di terreno con una scopa (guai a proseguire le pulizie eh, giusto quella mattonella!). Inavvertitamente lo urtate facendogliela cadere; che accadrà? Semplice. Gliene compare una nuova fra le mani dopo un paio di secondi, dal nulla, e la vecchia rimane in terra. A quel punto la curiosità è ai massimi livelli: “e se lo urtassi di nuovo?”; Stessa cosa: due scope in terra ed una che appare magicamente in mano. Potrete proseguire quanto volete nel giochino, accadrà sempre la stessa cosa.
“Epic Fail”.

L’unica novità degna di nota sono le battaglie navali. Nel complesso funzionano bene, sia tecnicamente che giocabilmente, sebbene siano introdotte narrativamente in modo forzato e totalmente privo di senso.
Le poche soddisfazioni che ACIII ci darà, comunque, saranno all’interno delle battaglie navali. Non deve stupire, dunque, che AC:IV sarà interamente basato sui pirati.

Poligoni, texture, sound
Assassin’s Creed III è un videogioco brutto da vedere. Il nuovo motore grafico si comporta peggio del precedente.
I problemi tecnici sono all’ordine del giorno, in ogni singola schermata che vedremo con i nostri occhi. Si va da texture ballerine, ad oggetti che compaiono all’improvviso anche a brevissima distanza (anche persone!), una modellazione poligonale statica e praticamente inespressiva, collisioni poligonali di ogni specie, evidenti errori di texture e poligonali anche in personaggi principali, ANCHE in scene importantissime della trama.
Il doppiaggio è mal realizzato in quanto non dà mai la giusta enfasi alle situazioni proposte, ed il più delle volte il volume di parlato e musica è mal bilanciato, rendendo difficile l’approccio alla trama senza l’aiuto dei sottotitoli.

Potrei continuare per ore ad elencare i bug tecnici di Assassin’s Creed III, ma non ne vale la pena. Uno però voglio sottolinearlo, perché fra i tanti errori alcuni sono ridicoli, come quelli nelle cutscene in real time quando ad esempio può capitare che un carro trainato da un paio di cavalli passi all’interno della scena collidendo clamorosamente con i personaggi principali intenti a discutere dei loro piani. L’effetto visivo è esilarante. L’atmosfera finisce a livelli da comiche.

Purtroppo non sono presenti solo problemi di sincronizzazione, ma anche gravi errori di doppiaggio. Dall’italiano si passa all’inglese per qualche frase, e poi si torna all’italiano. Imperdonabile.
Apprezzo lo sforzo di proporre il parlato dei nativi americani, ma alle volte si ha come l’impressione che sia fin troppo forzato, come se io mi improvvisassi d’un tratto a parlare tedesco. Meglio di no.

Extra, longevità, rigiocabilità
Sarò conciso come mai prima d’oggi.
In Assassin’s Creed III oltre alla trama principale ci sono molte altre cose da portare avanti, ma siete sicuri di volerlo fare?

Concludendo
Assassin’s Creed III è un videogioco privo di coerenza. Rientra a pieno titolo nei passi falsi della saga.
Connor non è all’altezza dei suoi predecessori. L’intero game design nemmeno.
Togliere gli assassinii dal centro del gameplay per spostare l’attenzione sulla rivisitazione di fatti storici realmente accaduti è un completo fallimento.

Forse questa serie ha già detto tutto quello che doveva dire, e questo colpo a vuoto è pericolosissimo per il futuro della saga.
Sebbene anche questo AC III abbia venduto moltissimo, ed il IV è già annunciato, urge ripristinare gli elementi che hanno fatto di Assassin’s Creed una delle serie più seguite di questa generazione, e portare nel contempo il tutto verso nuovi orizzonti.
Probabilmente l’arrivo delle console di nuova generazione aiuterà anche a proporre mondi più coerenti, con meno errori, con più giocabilità. Ma mi rendo conto che la mia è solo una speranza. Vedremo quello che accadrà.
Se mai vogliate dare una chance ad ACIII, spero fortemente che possa deludervi meno di quanto ha deluso me.

T@G EVOtion:
T@G EVOtion:

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5 pensieri su “Recensione Assassin’s Creed III

  1. Argh non pensavo potesse risultare così deludente.
    Io, tanto per cambiare, son fermo a poche ore di AC2 svariati anni addietro, e da allora non l’ho più ripreso (conto però prima o poi di farlo), quindi mi astengo dai giudizi.

    Una cosa però la devo quotare dalla recensione:

    “purtroppo ACIII rappresenta forse una produzione fin troppo grande per essere ripulita a dovere su queste attuali console”

    ecco, una delle mie – tante – diciamo così paure, in ottica nextgen, è che problematiche come quelle che hai descritto non spariscano affatto in futuro, specie se la complessità dei giochi aumenterà ulteriormente. Anche se son convinto che la maggior parte dei team continueranno a spingere molto più sul versante meramente grafico. 😀

  2. Io ancora non capisco come sia potuto uscire in questo stato. E’ la summa di tutti i problemi che AC ha sempre avuto, ma che in fondo potevano mascherarsi sotto una buona narrazione, un buon design delle missioni, ed un divertimento complessivo più o meno presente.

    Qua hanno cannato proprio alla grande. Il nuovo motore grafico ha aggiunto problemissimi a quelli che già c’erano. L’uscita “annuale” non va bene. Se vuoi fare un gioco così grosso, anche alla luce del lavoro che richiederà la nextgen, non puoi permetterti l’annualità.
    Capisco che è difficile dimezzare un brand da 10 milioni all’anno, però si sta sul serio rischiando la saturazione.

    E non mi capacito neanche di come possa questo gioco avere una critica così favorevole a fronte di un pubblico che lo odia fortemente.

  3. Non mi torna la faccenda del pubblico: voglio dire, se lo odiasse ci si aspetterebbe prima o poi un declino commerciale consistente, no?
    (oppure non ho capito bene cosa intendi XD)

  4. AC ha sempre avuto i suoi detrattori, è innegabile, ma ha comunque venduto cifre altissime.

    Tutto ci si poteva aspettare, dunque, ma non un ACIII così tanto sottotono (persino per gli standard ludici già non eccelsi della serie).

    Insomma, ACIII è il classico “passo falso”, che però è stato comunque osannato dalla critica con voti medioalti, ma demolito dai videogiocatori, trasversalmente. E’ chiaramente la delusione del 2012.

  5. A conferma del fatto che io non avessi capito quasi nulla. XD
    (credevo che l’odio di cui parlavi fosse quello “generalizzato” per il franchise, mentre invece tu ti riferivi proprio al feedback degli acquirenti di questo episodio)

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