Recensione Sleeping Dogs

Produttore: Square Enix
Sviluppatore: United Front Games
Genere: Azione/Open World
Piattaforma: PlayStation 3
Altre Piattaforme: Xbox 360 – PC
PEGI: PEGI PEGI PEGI PEGI

Lo compro perché:
– E’ un mix riuscito tra free roaming, action game, e persino sparatutto
– La trama non sarà una novità, ma fila liscia dall’inizio alla fine
– Un open world orientale ci voleva proprio
– Buoni e cattivi. Pensate sia così semplice?
– Finalmente True Crime trova il suo posto nei videogiochi

Non lo compro perché:
– Devo dire che pur apprezzandola, gran parte degli eventi della trama li ho anticipati con notevole vantaggio sui tempi di narrazione.
– Problemi di collisione poligonale
– Motore fisico dei veicoli talvolta ridicolo
– Ha alcuni picchi di violenza che possono disturbare
– Si guida dalla parte sbagliata!!!

Storia, caratteristiche, aspettative
Chi si è approcciato ai videogiochi durante questa generazione probabilmente non conosce True Crime. Durante “l’era PlayStation 2” Activision tentò di seguire la scia del vincitore assoluto Grand Theft Auto, proponendo appunto la sua visione dei free roaming in True Crime: Streets of L.A. (seguito da True Crime: New York City). In entrambi i videogiochi si giocava nei panni di un poliziotto sotto copertura. Grande attenzione era posta al sistema di combattimento, con le arti marziali come arma di difesa a mani nude.
True Crime: Hong Kong sarebbe dovuto essere dunque il terzo capitolo della saga, ma Activision decise che il videogioco non avrebbe raggiunto i numeri necessari per rivaleggiare coi concorrenti, e dunque lo cestina.
A quel punto entra in gioco Square Enix, che acquista il videogioco ma non il brand, e lo rinomina in Sleeping Dogs. United Front Games può quindi dedicarsi a completare il videogioco, e prendersi la rivincita sulla scelta di Activision.
In Sleeping Dogs avremo ancora a che fare con un poliziotto sotto copertura. Stavolta però ci si sposta dall’America all’Asia, ed Hong Kong diventerà la nostra casa.
Anzi, tornerà ad esserla. Perché Wei Shen è nativo di Hong Kong e conosce benissimo la città ed i suoi costumi. A causa di problemi familiari (in particolare i problemi di droga della sorella), costringono la famiglia di Wei a cercare miglior fortuna in America, ma senza riuscirci. La sorella muore, ed allora Wei, divenuto agente di polizia, viene mandato ad Hong Kong sotto copertura col compito di sfasciare dall’interno la triade Sun On Yee.
Tornati ad Hong Kong avremo modo di riavvicinarci a tutta una serie di personaggi con i quali abbiamo condiviso la nostra infanzia, e che adesso sono membri della Sun On Yee. Non sarà dunque difficile entrare nel giro della triade, portando avanti una missione ben chiara che però si intreccerà ben presto con i sentimenti vissuti in prima persona da Wei stesso.

Gameplay
Sleeping Dogs si gioca come un tipico open world. La struttura del gioco è ben definita: ci sono una serie di missioni da affrontare, oggetti da raccogliere, esperienza da accumulare sia come agente di polizia che come membro della Sun On Yee.
Il tutto è corredato dalle classiche missioni secondarie (intercettazione di carichi, gare clandestine, karaoke…) che aggiungono varietà al tutto.
Diversamente da un GTA qualunque, però, non saremo portati a fare quanto più danno possibile. Giocare nelle vesti di un poliziotto sotto copertura ci porterà anche psicologicamente a fare meno danno possibile per le vie della città.
Anche perché, ad esempio, le armi sono molto “contestuali”. Ossia, nel corso delle missioni (da un certo punto in poi), avremo certamente modo di avere accesso ad un arsenale di prim’ordine, con tanto di possibilità di attivare una sorta di bullet time, ma finita la missione, la gestione delle armi finisce lì. Non è che possiamo andare in giro col lanciamissili nella tasca dei pantaloni, per esempio. Ed anche girare per la città con una semplice pistola in pugno attirerà subito l’attenzione di chi ci circonda. Come dovrebbe di fatto succedere in un mondo “coerente” con la realtà.
Fulcro del gioco quindi non è né la distruzione insensata, né le armi, ma il combattimento corpo a corpo.
Forti del successo della serie Batman Arkham di rocksteady, gli sviluppator di United Front Gamesi hanno messo a punto un sistema di combattimento basato su attacchi, prese e contromosse, che una volta assimilato a dovere, dà vita a “balletti mortali” piuttosto affascinanti e divertenti.
La novità sta nelle fatality che possiamo attivare nelle vicinanze di determinati oggetti dell’ambientazione. Ad esempio, vicino ad una serranda di un negozio potremo schiacciare il malcapitato sotto la serranda stessa, oppure ficcargli la testa dentro la ventola di un condizionatore. O ancora appenderlo ad un gancio da tonni nei mercati ittici. Senza dimenticare la possibilità di inserirlo per metà all’interno di forni e fornelli delle peggiori cucine di Hong Kong.
Insomma, se non credete alla descrizione appena fatta, vi posso assicurare che alcune di queste fatality sono veramente agghiaccianti.
I veicoli sono presenti in quantità, spaziano dalle auto alle moto, passando per camioncini, autobus e motoscafi, e permettono di spostarsi in velocità fra le varie location della città.
A bordo dei veicoli la giocabilità è immediata e diretta, le auto rispondono perfettamente alle nostre sollecitazioni, ma il tutto ha una profondità di gameplay prossima all’inesistente. C’è un tasto azione per gli speronamenti, ma si ha sempre la sensazione che essi avvengano in maniera sbagliata. Inoltre, se previsto, possiamo sparare dal veicolo.
Purtroppo però la sensazione di velocità non è entusiasmante (non basta far tremare la camera per dare la sensazione di andare forte…), ed il motore fisico applicato ai veicoli risponde in modo troppo strano per essere considerato buono a tutti gli effetti. Certo, non è che in questa generazione di console si abbia avuto a che fare con chissà che punti di riferimento in tal senso, visto anche il controverso GTA: IV, ma ciò non toglie che un lavoro migliore si sarebbe potuto senz’altro fare.
Quello che invece mi è piaciuto davvero tanto, è la cura di alcuni particolari nella routine di gestione della popolazione che riempe la città. Se piove aprono l’ombrello, se smette di piovere lo chiudono, se gli si va contro e l’ombrello cade, essi avranno da ridire contro di noi e poi andranno a recuperare l’ombrello caduto prima di andare via. Ciò è valido anche per chi porta valigie, buste della spesa. Eccetera. Tutto ciò rende le vie più vive e “coerenti” (ecco che ritorna questa parola) di quanto avvenga in altre produzione anche ben più blasonate.

Poligoni, texture, sound
Il colpo d’occhio che offre Sleeping Dogs è bellissimo.
Se prendiamo l’esempio tipico di un angolino in un mercato rionale di una Hong Kong notturna, magari con una pioggia battente, ciò che vedremo ci renderà felici.
Certo, poi di giorno e senza pioggia si nota la difficoltà di PlayStation 3 e di Xbox 360 a muovere mondi di gioco dettagliatissimi (lo dico per correttezza, la versione PC di Sleeping Dogs è straordinaria), ma comunque non ci sarà mai troppo da lamentarsi. A parte…
A parte alcuni personaggi modellati chiaramente al risparmio, ed una serie di bug grafici che era meglio risolvere con un po’ di lavoro in più. Le collisioni poligonali non sono sempre precisissime, e non mancano oggetti che compaiono all’improvviso.
Va detto però che questi difetti minano ben poco la qualità generale del lavoro svolto dagli United Front Games, e probabilmente se True Crime: Hong Kong divenuto Sleeping Dogs avesse avuto uno sviluppo più tranquillo, tutto sarebbe potuto essere migliore di quant’è.
L’audio, inteso come accompagnamento musicale, è in gran parte composto dalle canzoni che le radio di Honk Kong suoneranno imperterrite. Basta trovare la stazione più adatta ai nostri gusti, ed avremo un piacevole sottofondo sonoro per tutta la durata del gioco.
Il parlato è in inglese con sprazzi di cinese, con buone voci. Presente la localizzazione dei sottotitoli in italiano.

Extra, longevità, rigiocabilità
Sleeping Dogs non dura poco. Affatto. Purtroppo però una volta portato a conclusione potremo perdere interesse nel giocarci, perché la trama prosciugherà tutta la nostra attenzione.
Non mancano comunque i DLC per espandere l’esperienza giocosa.

Concludendo
Al terzo tentativo, sebbene con il nome di Sleeping Dogs, True Crime riesce nell’intento di proporsi come valida scelta nel campo dei videogiochi open world. Scegliere Hong Kong, puntare sulle arti marziali, dare finalmente spazio ad una narrazione che ci metterà di fronte alle scelte morali che un poliziotto sotto copertura è costretto a compiere giornalmente, con da un lato l’incombenza della missione di polizia, e dall’altra la tenacia e la spietatezza delle triadi, sono delle scelte vincenti.
Arrivato in sordina, sentiremo sicuramente parlare ancora di questo brand che, grazie a Square Enix, ha avuto il successo che meritava.

T@G EVOtion:
T@G EVOtion

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3 pensieri su “Recensione Sleeping Dogs

  1. Sono giorni che tentenno PlusSI/PlusNO per “colpa” di codesto giuoco… e di codesta recensione! XD

  2. Potresti provare un trimestrale, e vedere come ti trovi. Giocheresti tipo una decina di giochi ed in tre mesi Sleeping Dogs lo finisci sicuro 😀

    Dimenticavo: domani 6 marzo il gioco uscirà dal Plus, per cui fatti bene i conti XD

  3. Già, il motivo principale per cui tentenno è proprio il fatto che i tempi per beccarmelo nell’abbonamento stringono…

    Riguardo i tre mesi non sopravvalutarmi: io sono capace di far durare i giochi anni! XD
    (non sono pochi i titoli che ho completato in generazioni successiva a quella di uscita, non di rado avendoli presi al day-on o giù di lì)

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