Recensione One Piece: Pirate Warriors

Produttore: Namco Bandai
Sviluppatore: Tecmo Koei, Omega Force
Genere: Azione musou
Piattaforma: PlayStation 3
Altre Piattaforme: Nessuna
PEGI:PEGI PEGI PEGI PEGI

Lo compro perché:
– Lo stile grafico è bellissimo
– Ci sono tutti, ma proprio tutti i pirati capitanati da Cappello di Paglia!
– Non mancano nemmeno i nemici più temibili
– E’ un buon modo per rivivere le avventure che già conosciamo
– E’ odevole il tentativo di variare l’azione, anche se…

Non lo compro perché:
– E’ certamente definibile come videogioco ripetitivo
– Mancano alcune saghe fondamentali nella trama
– Riesce a restituire solo in parte la profondità dei personaggi e delle tematiche
– Ad un certo punto si potrebbe finire per utilizzare giusto una combo e via
– La struttura di alcuni livelli action è inutilmente complessa

Storia, caratteristiche, gameplay
Mi sono avvicinato a One Piece quasi per sbaglio, affascinato da uno stile di disegno particolare rispetto a quanto ci si aspetta da una produzione giapponese. Piano piano, le avventure dei pirati di Cappello di Paglia mi hanno conquistato. Avventura, amicizia, sorpresa, momenti difficili. Credo che Eiichirō Oda abbia dato alla luce una vera e propria eccellenza.
Grazie alla conquistata popolarità non mancano gli adattamenti videoludici, ma Pirate Warriors è il primo assalto ad una console “top”, e la scelta è ricaduta sulla sola PlayStation 3. Per inciso è già stato annunciato un secondo capitolo, e stavolta arriverà anche su PlayStation Vita.

Creare un videogioco su licenza di una serie così amata è una sfida. Il rischio di deludere i fan è molto alto, e quindi meglio affidarsi ad una struttura conosciuta ed affidabile, il “musou”. Almeno una volta nella vita abbiamo giocato un gioco del genere, come ad esempio il famoso Dinasty Warriors. Caratteristiche principali dei videogiochi musou sono le battaglie su larga scala con tantissimi nemici su schermo, in aree abbastanza grandi ma suddivise in zone più piccine collegate da corridoi. Il punto debole tipico del genere è senza dubbio la ripetitività dell’azione.

In Pirate Warriors dovremo quindi prendere il controllo di Rubber (o Rufy, se non amate l’adattamento italiano) e della sua ciurma percorrendo episodio dopo episodio l’intera trama di One Piece. Chiaramente bisogna fare delle precisazioni. One Piece ad oggi nella versione anime viaggia attorno ai 500 episodi, e la trama è ben lontana dall’essere completata (va dato atto a Oda di avere creato un mondo potenzialmente in grado di raccontare una quantità infinita di storie), quindi per economia di sviluppo in Pirate Warriors molti degli avvenimenti verranno solo accennati, o comunque riassunti in poche battute. O peggio, intere saghe come quella di Thriller Bark sono completamente assenti (e si spera verranno recuperate nell’annunciato seguito).
La trama andrà avanti a colpi di intermezzi (fantastici) animati, voci narranti e fumetti statici.
Una volta in gioco ci si troverà subito a proprio agio con i comandi. Fulcro del gameplay è chiaramente il combattimento, con una serie ben differenziata di combo per ognuno dei singoli personaggi, e la presenza dei colpi più potenti, azionabili a patto di avere abbastanza energia a disposizione.
Va dato atto agli sviluppatori di avere fatto un lavoro straordinario sia come impatto visivo (ma ne parliamo dopo), che soprattutto come tentativo di variare il gameplay.
Come già detto, i musou non sono famosi per essere vari, e per arginare in parte questo problema sono stati inseriti interi livelli dove al posto di combattere dovremo risolvere puzzle e superare piattaforme. Vista l’assenza del tasto salto, gran parte delle azioni sarà contestuale ed attivabile tramite una serie di QTE che appariranno su schermo. Ottime anche le “mosse della ciurma”, che in determinati combattimenti potremo attivare dopo avere concluso una determinata combo.
Lotta dopo lotta, pugno dopo pugno, il personaggio da noi utilizzato diverrà via via più potente, anche grazie all’utilizzo di monete da posizionare in un apposito raccoglitore. Sta a noi decidere se potenziare più l’attacco, la difesa, l’energia a disposizione.

Poligoni, texture, sound
One Piece: Pirate Warriors non è un videogioco che fa della tecnica il proprio punto di forza, ma grazie all’utilizzo di un coloratissimo cel shading, una convincente modellazione di personaggi ed ambientazioni, nonché la notevole quantità di personaggi su schermo, la visione d’insieme è piacevolissima.
Certo, poi i nemici semplici da affrontare sono praticamente tutti uguali, ma questo era di facile previsione.
Veramente bellissimi sono invece gli intermezzi animati. Peccato che siano presenti col contagocce.

L’audio che ci accompagnerà durante le nostre sessioni di gioco consiste in una serie di musiche a tema, incalzanti, che bene si incastrano nella tipologia di gioco ma che dimenticherete non appena spenta la console. Da premiare invece la scelta di fare arrivare anche in occidente il doppiaggio giapponese (insieme a quello inglese. L’italiano è presente solo come adattamento di testi e sottotitoli). Ascoltare voci giapponesi è senza dubbio affascinante.

Extra, longevità, rigiocabilità
Vi servirà una decina di ore scarsa per portare a conclusione il diario principale del videogioco, dove utilizzeremo per un buon 90% del tempo Rubber, ma non mancheranno alcune sezioni in cui controlleremo altri elementi della ciurma, e non solo.
Fatto ciò potremo giocare il diario secondario (anche in compagnia di un amico sulla stessa console in split screen oppure online), e varie sfide.
La longevità è, insomma, sulla carta assicurata.
Il problema sta però nella ripetitività del videogioco, che già nel diario principale ci farà annoiare più di qualche volta.
Fortunatamente potere rivivere le avventure già lette nei manga o viste negli anime rappresenta un valore aggiunto per tutti i fan.
Chi non è fan… beh, probabilmente non avrà acquistato il videogioco e dunque il problema non si pone.

Concludendo
E’ infatti questa la sfida di un videogioco con una licenza del genere: risultare un buon videogioco anche per chi non conosce i “famosi” protagonisti.
One Piece: Pirate Warriors si rivolge innanzitutto ai fan di One Piece, risultando così un prodotto ben confezionato (una nota di merito va anche al manuale di gioco, fisico, colorato, massiccio, bello) e che sicuramente sarà apprezzato nella sua totalità pur dovendone riconoscere limiti ben precisi. Anche la Collector’s Edition è di livello, visto che propone un fantastico modellino della Thousand Sunny da esporre con orgoglio.
Per chi non è fan, invece, non conoscendo il profondo background dei personaggi, gli riuscirà talvolta difficile riuscire a comprendere pienamente il susseguirsi degli eventi (anche per via delle saghe mancanti e dei riassunti di trama fin troppo succinti), ma ho la sensazione che alla fine potrebbe incuriosirsi e recuperare una delle migliori produzioni giapponesi di sempre.

T@G EVOtion:
T@G EVOtion

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