Recensione Hell Yeah! L’Ira Funesta del Coniglio Morto

Hell Yeah! L'Ira Funesta del Coniglio Morto

Produttore: SEGA
Sviluppatore: Arkedo Studio
Genere: Platform/Action 2D
Piattaforma: PlayStation 3
Altre Piattaforme: Xbox 360 – PC
PEGI: 12+ Linguaggio Scurrile Violenza

Lo compro perché:
– Finalmente un videogioco che non si prende sul serio
– Struttura avvincente
– Ottimo accompagnamento musicale, talvolta lodevole
– E’ un piacere da giocare
– Abbatto l’ultimo mostro e spengo. Promesso.

Non lo compro perché:
– Ha provocato due freeze alla mia PS3
– Non adatto a tutte le età
– Per essere un gioco in Digital Delivery il prezzo non è contenutissimo
– Occasionali problemi con incastramenti nell’ambientazione
– Già previsti i DLC

Storia, caratteristiche, gameplay
Hell Yeah! L’Ira Funesta del Coniglio Morto, meglio conosciuto come Hell Yeah! Wrath of the Dead Rabbit, è un produzione SEGA sviluppata da Arkedo Studio, uno studio di sviluppo indie già impegnato in produzioni DS, PSN, XBLA e Windows Phone. Ma Hell Yeah! rappresenta il cosiddetto salto di qualità, e adesso vedremo di capire il perché.

Noi vestiremo i panni, o per meglio dire le ossa, di Ash, il principe dell’inferno. Ad un certo punto qualcuno posta su Infer-net (eheheh) alcune sue foto compromettenti, e visto la carica che Ash ricopre, decide di vendicarsi contro una lunga serie di mostri che si metteranno fra lui e la scoperta della verità sul complotto che lo riguarda.

Comincia così la nostra pazza (e decisamente splatter) avventura ai quattro angoli dell’inferno, pronti ad eliminare con la massima brutalità ogni forma di vita a noi ostile.
Talvolta a piedi, talvolta muniti di sega circolare, non mancano nemmeno sezioni a bordo di veicoli che non sto qui ad anticiparvi. L’importante è che si capisca che la varietà d’azione c’è tutta.

La cosa interessante è la struttura del videogioco, che ci mostrerà i nemici principali anche piuttosto vicini fra di loro, causando il classico “ammazzo l’ultimo e poi spengo”, che viene puntualmente disatteso. Io non sono un videogiocatore da lunghe sessioni (non più), ma con Hell Yeah! m’è capitato di far spegnere un pad a causa dell’esaurimento della batteria. Non l’ho attaccato alla console perché convintissimo di stare per spegnere. Così non è stato.

Per far fuori un mostro, lo si deve prima indebolire, e poi finire col colpo di grazia. Per indebolirlo possiamo usare una delle tantissime armi presenti (fra pistole, fucili a pompa, lanciafiamme, lanciamissili, ed armi più avanzate), o dovremo addirittura risolvere qualche puzzle non troppo cervellotico, e poi con il colpo di grazia si attiverà su schermo un minigioco (pressoché diverso di volta in volta) a la Wario Ware. Vincendo il minigioco, il mostro è abbattuto con tanto di quello splatter che nemmeno Resident Evil dei bei tempi.

Soddisfazione alle stelle e via verso un altro mostro su cui vendicarsi!

Poligoni, texture, sound
Hell Yeah! vive nel regno delle due dimensioni. Il videogioco è coloratissimo, con ambientazioni ottime e ben caratterizzate. Così come perfettamente funzionali allo scopo risultano le animazioni.

E’ notevole constatare la varietà di ambientazioni che ci ritroveremo ad attraversare, accompagnati da musiche perfette, e talvolta secondo me anche più che perfette.

Permangono leggeri scatti specie nei momenti di autosalvataggio, che hanno causato due freeze alla mia PlayStation 3, fortunatamente senza ulteriori danni.

Insomma, non c’è davvero niente di cui lamentarsi. Raramente osserveremo una TV con qualcosa di scialbo all’interno.

Extra, longevità, rigiocabilità
I mostri sono un centinaio, con qualche boss qui e lì a renderci più difficile le cose, ma a dire il vero il gioco scorre fluido e senza intoppi dall’inizio alla fine. Anche perché si lascia giocare che è un piacere.
Sono presenti 54 maschere e 9 seghe circolari sbloccabili sia vincendo talune sfide, che trovandole sparse all’interno dei livelli.

Mi ha però sorpreso una modalità di gioco, intitolata “L’Isola”. Vi spiego.
Abbattendo i nemici, essi finiranno proprio in questa isola, diventando dunque nostri schiavi personali. All’interno dell’isola potremo farli lavorare in quattro diverse strutture, in modo da ottenere benefici all’interno del gioco principale.
Talvolta però, i mostri si stancano di ciò che gli facciamo fare, e si intristiscono o si arrabbiano notevolmente. A quel punto starà a noi spedirli in spiaggia per rallegrarsi o in prigione per calmarsi.
Insomma, è un gioco all’interno del gioco che se ben sfruttato può darci dei piccoli vantaggi nell’avventura principale.

Purtroppo una volta fatti fuori tutti i mostri non rimane granché di interessante da fare all’interno degli splendidi livelli, e questo è parzialmente mitigato dalle sfide che ci proporrà Ash 2.0 (ossia l’Ash del futuro) in determinati punti dei vari livelli.

Non mancano nemmeno degli shop dove spendere in potenziamenti, armi, maschere, e quant’altro i soldini conquistati, e le slot machines per tentare la fortuna e vincere il jackpot (cosa che a me è capitato, ma leggendo in giro mi pare di intuire che non sia così scontato che accada).

Concludendo
Quindi, sommando tutto, Hell Yeah! è un videogioco sicuramente da promuovere. Però io non voglio solo promuoverlo, perché ne sono entusiasta. A mio modo di vedere le cose, Hell Yeah! è pieno di genialità.
Genialità che sta nelle piccole cose. Sta in dei “consigli” nella schermata di caricamento che vi strapperanno più di un sorriso. Sta nei dialoghi di Ash con i suoi obiettivi da uccidere. Sta in alcune situazioni di gioco davvero ben riuscite. Sta nella ottima localizzazione italiana che mette in mezzo persino i Pooh.

Quando un videogioco mi mette di buon umore, mi fa giocare col sorriso e non riesco a staccarmi dal pad prima di portarlo a conclusione, beh, per me è promozione a pieni voti. Tieniamo d’occhio Arkedo Studio!

T@G EVOtion:
T@G EVOtion

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4 pensieri su “Recensione Hell Yeah! L’Ira Funesta del Coniglio Morto

  1. Provata la demo (su 360) e per quel poco che ho visto mi sa che posso condividere pienamente tutto quello che hai scritto. 🙂

    Al primo sconticino lo farò mio, sembra proprio uno di quei platform fatti come dico io™, da premiare.

  2. Sono felice che la review incontri i tuoi stessi pensieri.

    Il gioco merita tanto, è una di quelle perle che ogni tanto arrivano completamente inattese. Certo, capisco anche possa non essere adatto a tutti, però va almeno provato.

    In giro c’è chi si lamenta di beccare il primo “bossfight” a 30 secondi dall’inizio dalla demo, non rendendosi conto che il gioco è proprio così strutturato! Ed è meraviglioso!

  3. Caro Bluforce la ringrazio per la segnalazione, ho giocato la versione Pc con Pad 360.
    I miei sensi mi hanno riportato ai tempi d’oro dei Platform a scorrimento per Amiga.
    Dice bene quando lo definisce una perla (Cross-Post)
    Non si rileva nessun problema negli autosalvataggi della versione PC,
    Le auguro una limpida giornata, a 60 fps.

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