Recensione FIFA 12

Produttore: Electronic Arts
Sviluppatore: EA Sports
Genere: Sportivo
Piattaforma: Xbox 360
Altre piattaforme: PlayStation 3 – PC
PEGI: 3+ Servizi Online

Concedetemi il nulla osta
Concedetemelo perché sono sette anni che, qua e là per il web, scrivo recensioni su PES. Ora imbocco questa nuova strada, quella che FIFA ha proseguito e conseguito anche nel 2012, senza trovare intoppi dal 2007 ad oggi, anzi rinnovando la propria bacheca con un nuovo sbrillucicoso motore di gioco. Scelta certamente audace se non ché, perché cambiare radicalmente l’ego di un videogioco che da anni mantiene per mesi e mesi dall’uscita il prezzo invariato (segno di apprezzamento perpetuo) è segno di grande forza di volontà targata EA, la quale si dimostra ancora una volta così maledettamente diversa da Konami, che mai, nel lontano caso in cui si fosse trovata nella situazione suddetta, avrebbe commesso un gesto di tale compattezza anche mentale.

Partiamo da un FIFA 11 quasi prematuro per uscire dal mercato, predecessore di ciò che dovrebbe essere l’annata della consacrazione del gioco più bello del mondo dello sport più bello del mondo. Se parte con la novità dell’Engine tutto rifatto, e di conseguenza da valutare come pezzo nuovo della collezione collaudata, i ragazzi canadesi ripartono da solide certezze. In effetti, non sono incontabili i nuovi arrivi in versione ’12, ma mi schiero contro tutti coloro i quali si erano espressi per un game uguale all’anno scorso. Stavolta fare troppi cambiamenti azzardati potrebbe rivelarsi una mossa che neanche il peggior sfrontato di Las Vegas riuscirebbe a cimentare…

Poche aggiunte al pacchetto modalità, ma grande ringiovanimento tattico del menù che ne esce più che mai fresco e leggero a scorrimento orizzontale. I soliti noti rinnovano il contratto, vedi “calcio d’inizio”, “professionista”, “modalità carriera”, “tornei” e via dicendo. Stesso discorso per l’Arena, buon passatempo al di fuori dell’agonismo delle partite vere. Buon esordio per Ultimate Team, un fantacalcio nel quale a giocare le partite contro avversari reali ci sei tu. Ciò presuppone ovviamente il supporto online anche bello zeppo di stanze d’attesa, incontri e organizzazioni varie. FIFA non può godere di una Modalità Carriera online (l’equivalente della Master League online su PES), ma tolto questo aspetto è sicuramente avanti nel comparto di rete. Sezione editing non particolarmente rilevante, anche se a cosa servirebbe per un videogioco già strapieno di licenze a destra e a manca di campionati, squadre e giocatori da un capo all’altro del mondo?

Scendiamo in campo, testiamo subito il nuovo motore: come riscontrato già da molti altri utenti, ogni tanto scappano bug fastidiosi, ma l’esperienza rimane godibile. Ci si accorge subito che la gara si pone su livelli fisici e questo fattore è fondamentale nei 90′. Non una scelta saggia. D’altro canto però con altrettanta celerità si denota quanto siano realistici gli scontri in campo, tosti e maschi. Player Impact Engine dunque promosso, ma rovinato il suo voto in pagella da coloro che rovinano anche nella realtà i match (ogni riferimento a squadre di Serie A di colore azzurro è puramente casuale), ossia gli arbitri. Almeno su piattaforma virtuale mi piacerebbe vedere i direttori di gara fare meno errori, lasciare giocare sui mezzi falli, fischiare quando necessario e sopratutto non farsi condizionare dal blasone, cosa a quanto pare presente su FIFA. I falli praticamente non esistono. O meglio, se tu cerchi di andare in tackle su un avversario, egli proseguirà la corsa tranquillamente. Però, se il giocatore si frappone fra palla e avversario allora sempre fallo, che sia il contatto di lieve o di grande entità. Poi, ciliegina, in area di rigore si fischiano penalty inventati e assolutamente inspiegabili, tanto che talvolta tre o quattro replay non chiariscono il motivo del fischio.
Rimanendo sul rettangolo di gioco, la gestione delle tattiche è buona anche se tutt’ora ancorata a schemi e tattiche preimpostati. Poi la risposta ai comandi è ottima, come le animazioni di stupenda e quantomai concreta fattura. Infine molto carina l’introduzione alla gara, l’ingresso in campo delle formazioni e l’idea di poter scegliere l’esultanza da eseguire. Un po’ difficili ma estremamente appaganti i trick che risentono giustamente del giocatore esercente degli stessi.

Ma cos’è la partita se non amalgamata ad una buona modalità di gioco? Niente, e FIFA non delude le aspettative. Che vogliate o no, è la carriera lo spazio nel quale le ore ludiche verranno da voi maggiormente spese, una modalità che si presuppone come obiettivo quello di non voler essere già pesante e senza stimoli anche dopo un paio di stagioni alla guida di un team. Target raggiungibile poiché alla fine di ogni stagione dovrete prendere una decisione; restare con il club d’appartenenza (se vi offriranno un contratto) o cambiare aria a seconda dei team che si faranno avanti. Si può scegliere una carriera di Allenatore, Giocatore o Allenatore-Giocatore. Ci tengo a precisare che anche intraprendendo la strada di semplice allenatore si giocheranno di proprio pugno le gare, con la possibilità al 100% facoltativa di simulare le partite e saltare ai commenti finali. Discreta la gestione dei liquidi, ma non si può dire lo stesso per la gestione della forma. Essa risulta essere la chiave di lettura nelle prestazioni della vostra squadra, e cala inesorabilmente in un preciso punto della seconda parte di stagione… non sarà un bug, ma di certo crea tediosi grattacapi. Strana la scelta di non inserire calendari simmetrici certamente più stimolanti, al contrario invece l’idea geniale di uno degli sviluppatori nel ricreare l’ambiente frenetico dell’ultima giornata di mercato è lodevole. L’adrenalina sale di ora in ora, col joypad tremante e con l’affare del secolo in bilico sul filo dei milioni…

Serie A, Serie B, Bundesliga, B tedesca, Liga, Liga adelante, Tippaligaen, Allsvenskan, K-League, campionato svedese, austriaco, brasiliano, messicano, Premier League, B inglese, C1 inglese, C2 inglese! Ho perso il conto sinceramente ma… ma… mi manca qualcosa all’appello. Ah sì, le competizioni Uefa! Quelle Platini le ha concesse in Giappone, solo il prossimo anno forse ci potranno essere e/o in FIFA. Non è un dramma certo, ma lo charme che portano la Champion’s League e in parte anche lo stile dell’Europa League sono inimitabili. Ne facciamo una colpa? Mah, neanche troppo, perché in fondo è dal 2008/2009 che tali competizioni sono licenziate da Seabass che, almeno su questo, ha avuto l’occhio clinico e lungimirante…

Toccherò ora due punti abbastanza esclusivi, nel senso che difficilmente avrò modo di riparlarne in futuro. Mi sono sentito veramente bene quando ho visto tutte quelle opzioni da poter/dover impostare, da quelle basilari come la scelta della telecamera, fino a quelle come ‘velocità dei tiri’, ‘errore passaggi’, ‘velocità passaggi’, ‘apertura difesa’, ‘marcatura’ e tante altre, tutte quante in double-face (modificabili sia per l’utente sia per la CPU) e settabili su una scala da 1 a 100. Ritornano poi le opzioni attinenti alla manualità dei passaggi e dei tiri. Sarebbe stato impensabile per i capostipiti del full-manual non inserire comandi del genere. Secondo punto, stavolta negativo, a stretto contatto con l’online. Trovandomi a casa di un amico ho acceso la console, volendo giocare online e, siccome l’account era impostato sull’ e-mail del figlio, è scattato il blocco e il consenso parentale da dover sbloccare. Una prassi infinita, poco chiara e lenta per colpa di numerose azioni da compiere e per via di server ballerini… alla fine il tutto ci ha portato alla spesa di 0,77 centesimi (l’equivalente di un dollaro) restituitici il giorno dopo dalla stessa Electronic Arts. Episodi come questi vorremmo ce ne fossero meno.

E, tranquilli, non ci siamo dimenticati della Difesa Tattica, famoso fiore all’occhiello della nuova edizione fifara. A dire il vero, mi ha lasciato con l’amaro in bocca per via dell’incredibile complessità alla quale mi ha sottoposto. Troppi i comandi da dover utilizzare e il tutorial d’iniziazione scappa dalla mente alla prima azione della partita. Specialmente se adoperato a livelli IA tarati tra il campione e la leggenda, gli avversari bucano con disinvoltura se la retroguardia avversaria viene comandata da newbie in questione, i quali dunque virano sull’ancora disponibile (non sappiamo per quanto) difesa tradizionale di FIFA, più reattiva e d’impatto, anche se a volte meno efficace. Insomma, si preferisce avere una trama offensiva in più piuttosto che dover memorizzare file lunghissime di comandi. Ragionamento legittimo.

Tecnicamente parlando, oltre all’animazione, possiamo affermare che EA supera la prova. Grafica globale luminosa e piacevole, forse anche meglio di PES. Alquanto carente invece nelle fatture facciali, nonostante sia stato usato un nuovo sistema messo a punto dai developer che analizza i volti anche tridimensionalmente; tale system però si basa comunque su lavoro manuale e, in questo, c’è ancora da lavorare considerando che Seabass ormai pensa a quante gocce di sudore debbano attraversare la vena del collo intorpidita da un urlo o dalla stanchezza. La telecronaca è rimasta ancorata ai vecchi miti Caressa-Bergomi; può darsi che stanchino dopo anni alla guida, ma per adesso non mi sento ancora di dargli l’esecuzione definitiva, assolvendoli almeno fino a giugno. Si sente molto il lavoro fatto per un gioco a trecentosessanta gradi, libero da binari che offre simulazioni di gioco differenti tra partita giocata in manuale, in semi o in automatico lasciando che sia il divertimento a rapirci. Altrettanto discreta è la tara dei livelli di gioco, su una scala che oscilla da un Esordiente a una Leggenda; ho denotato che il livello IA è collegato anche alla velocità di gioco scelta, e viceversa. Mi spiego meglio: a livello leggenda e velocità veloce, si è al massimo delle opportunità. A livello leggenda velocità lenta, siamo vicini al livello campione (sotto di un gradino) a velocità di gioco veloci. Spero che il nesso che ho inteso sia chiaro. Ah, vi ricordate le bende dopo un infortunio presenti? Beh, non pervenute.
Buonissima la riproduzione degli stadi (atmosfera e texture) e il frame rate regge.

In conclusione FIFA 12 è quest’anno quantomai pieno di cose da fare e innovativo sul fronte del gameplay. Avete capito bene, nuovo motore e difesa tattica la fanno da padrona, sebbene quest’ultima non ci abbia entusiasmato come potevamo aspettarci. Le modalità si ripropongono belle e avvincenti come tutti gli anni, e la preziosa introduzione dell’Ultimate team fa sì che anche tra le modalità ci sia un’aggiunta. Le licenze che ve lo dico a fare, il gameplay anche: nuovo motore, vecchie emozioni. Di grande caratura anche il comparto multiplayer online. Animazioni come al solito all’altezza, rimangono sotto lo standard preposto la grafica facciale, in parte la difesa tattica, le prassi per i minorenni per giocare online, e, questo sì, arbitri che falsano i match anche più di ciò che accade realmente.
Prima di fare questa recensione, Carmelo (il boss) mi disse -”Vediamo se riusciamo a staccarci dal 4/5 con emotion verde…” Beh, il quattro è rimasto, ma date un’occhiata all’emotion… EA monumentale direi.
Cosa dimentico? Ah già!
Buon compleanno ThinkatGame, EVO, ThinkatGame EVO, TAGEVO, insomma quello lì!

Voto: 4/5
T@G EVOtion:
T@G EVOtion

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