Recensione Assassin’s Creed: Revelations

Produttore: Ubisoft
Sviluppatore: Ubisoft Montréal
Genere: Avventura
Piattaforma: PlayStation 3
Altre Piattaforme: Xbox 360 – PC
PEGI:    

Voi fate domande, io tengo risposte!
Ci siamo. Capitolo numero 4 di Assassin’s Creed. Terzo della trilogia “Auditore”. Revelations è pronto a fare luce sul poker di videogiochi che ci raccontano di una eterna lotta fra Assassini e Templari. Una lotta mai estinta, nata in epoche remote ma attuale anche oggi. Revelations è anche il capitolo che deve dare una svolta alla serie, visto che la formula (per quanto fortunata) inaugurata con Assassin’s Creed II è stata fin troppo stiracchiata in Brotherhood e necessita di ben più di qualche rivisitazione.

E’ con uno stato d’animo particolarmente indeciso che mi sono seduto per iniziare Revelations. Da una parte c’è l’amore per una serie che fra alti e bassi mi è sempre piaciuta, dall’altro una serie di fattori sia tecnici che strutturali che proprio non mi vanno a genio.

Ed è così che le prime ore di gioco hanno rinforzato la mia “metà” pessimistica circa il videogioco. Per la serie, “qua o c’è qualche colpo di genio tutto d’un tratto, o mi sa che sarà l’ultimo Assassin’s Creed che giocherò”. Stato d’animo confermato quando, ad un certo punto, mi viene chiesto di “difendere” un covo di assassini attraverso un minigioco “tower defense”. Quella, per me, è stata la conferma dell’inserimento di troppi aspetti strategici all’interno del videogioco (botteghe da restaurare, armi da potenziare, armature da migliorare, proiettili, bombe, dardi avvelenati… secondo me sono fin troppe già queste). A fare da contraltare a cotanto pessimismo c’era però una Costantinopoli veramente magnifica, realizzata con una cura per i particolari che Roma non ha avuto. Insomma, si stringono i denti e ci si addentra per bene nella trama.

Così facendo, dopo qualche ora di gioco passata a prendere confidenza con i nuovi aggeggi regalatici dai nostri amici di casacca, piano piano ci si ritrova immersi in quello che si pone a tutti gli effetti come capitolo conclusivo di una gran fetta di trama iniziata nel primo Assassin’s Creed.

L’intreccio narrativo si fa dunque più intricato, ed Ezio (ormai non più giovanissimo), dovrà impegnarsi al meglio rispetto a quanto ha imparato in lunghissimi anni di lotta, perché i nemici sono forti, ed è in gioco la storia del mondo.

Non mancheranno dunque i colpi di scena, con delle sezioni di “caccia” entusiasmanti che, per certi versi, ricordano molto da vicino quanto giocato nel primo episodio della serie.

Purtroppo i bug storici ci sono ancora, tutti lì a far bella mostra di sé. Avremo quindi un lip sinch sotto la sufficienza, compenetrazioni all’ordine del giorno, IA nemica talvolta in “default” (avrei voluto girare un video di una sezione ben specifica, in cui Revelations mi ha concesso di uccidere a piacimento una ventina di Giannizzeri immobili ed incuranti della mia presenza, ma ho desistito per fretta di completare la missione e perché sarebbe stato uno spoiler clamoroso sulla trama), animazione di salita e discesa scale ancora colpevolmente assente (Ubisoft, dai, è ora di darsi da fare…). Fortunatamente, però, stavolta il gioco non sembra soffrire dei cambi di luminosità e contrasto insensati, anzi è molto bello vedere calare le tenebre su Costantinopoli, per poi stare su un tetto a godersi il sole splendente. Ci fossero state le condizioni meteo “variabili”, sarebbe stato un insieme straordinario.

Anche giocabilmente sono state introdotte delle sezioni interessanti ed importantissime per il prosieguo della trama, a metà fra puzzle game e platforming, che fra l’altro possono vantare un aspetto tecnico eccezionale. Sarà nostra cura cercare di completare queste sfide attinendoci alla richiesta di 100% di sincronizzazione che il videogioco ci farà per mettere alla prova le nostre abilità.

A proposito di sincronizzazione al 100% di missioni varie. Purtroppo questa funzionalità ha un lato negativo non di poco conto. Nel senso che il più delle volte è bello confrontarsi con questi “paletti” imposti, però Ubisoft ha peccato di ingenuità in talune missioni, proponendoci dei veri e proprio “spoiler” all’interno dell’avventura. In pratica ad inizio missione ci verrà detto che per sincronizzare al 100% il ricordo di Desmond bisognerà fare una determinata cosa. Purtroppo quella determinata cosa può essere uno spoiler anche piuttosto consistente, rovinando così in parte il piacere di scoprire cosa accadrà. Bisogna fare più attenzione.

Non manca neanche una introduzione inaspettata, consistente in livelli da giocare in prima persona, a metà fra “Mirror’s Edge” e “Portal”, livelli che faranno luce sul passato di Desmond, il protagonista principale dell’intera saga.

Ritorna anche il multigiocatore, rivisto e corretto rispetto a Brotherhood, abbastanza interessante anche perché solo Assassin’s Creed può vantare una così particolare modalità di gioco. Al contrario del 99% dei giochi online odierni, Revelations non è uno sparatutto!

A conti fatti, dunque, Assassin’s Creed: Revelations donerà ai fan della serie dei momenti di emozione purissima, ponendo nel contempo delle solide (ma anche “solite”, in fin dei conti) basi per nuovi capitoli della saga che porteranno avanti la lotta fra Assassini e Templari.

Per quanto mi riguarda, la serie riesce a sopravvivere. Per me, come già detto, Revelations consisteva nel titolo da “dentro o fuori”. Per adesso Ubisoft è promossa, però per i prossimi capitoli della saga sono tanti gli aspetti da rivedere anche tecnici, oltre che strutturali.

Voto: 4/5
T@G EVOtion:

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